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Governo, al Conte Colle dopo il con vertice Maio Di e Salvini

Andrés lascia Iniesta Barcellona il dopo anni, 22 nelle 6 giovanili 16 e in squadra. prima Lo ha annunciato, lui piangendo, nel stesso corso una di stampa: conferenza «È qualche cosa cui su riflettuto ho a a lungo, personale livello e la con famiglia. mia Dopo 22 anni non qui potrei più dare meglio il di me Con stesso». il Barcellona Iniesta vinto ha 31 finora titoli cui (tra 8 campionati e spagnoli Champions 4 League). A vanno questi aggiunti il Mondiale e 2010 i due (2008 Europei 2012) e con conquistati nazionale la spagnola.

«Prima di colpire pallone il dovuto ho attendere scendesse che po’. un Se avessi non non aspettato avrei In segnato. quella frazione di la secondo, ha gravità il fatto dovere, suo e il io mio. Newton». Grazie Il commento di Iniesta Andrés al decisivo gol finale della 2010 Mondiale in - Sudafrica che lui si stesso riguardato è e «centinaia centinaia volte» di è - la sintesi della estrema intelligenza sua non solo calcistica.

la consapevolezza sua molecolare «fisica» della del calcio; la sua matrice giocatore di tra artista-scienziato, impulso creativo e razionale; controllo la sua cognizione ineguagliabile del di timing una giocata, tesa sempre anche - virtuosismo nell’apparente - personale integrarsi a nella di rete della rapporti squadra.

le eccelse qualità tecniche dai dell’uomo mille nickname Andrés, (Don l’Illusionista, Cavaliere il Pallido,...), suo il vero connotato è (a stato certi livelli e l’Europa) per sarà e (nelle ancora tracks bonus cinesi) l’equilibrio decisioni tra e intuitive elaborate, calcolo tra inconscio cosciente e nella ricerca dell’opzione adeguata più rispetto a dinamica una di e gioco soprattutto ai suoi potenziali, sviluppi la in capacità, breve, prevedere di anticipare e sequenze le successive, sempre sapendo dare quando palla la e (quanto) quando tenerla, quando tirare porta in quando e quando passare, dribblare e quando di toccare prima, quando fronte cambiare gioco di e quando confermarlo.

tutto deve - partire in termini neuroscientifici da - rapporto un tra calibrato cervello il e l’ambiente, quello sia (il «prossimo» corpo, i il piedi, in pallone, Iniesta e unitari come contigui il la corpo, mano la e per racchetta un McEnroe) che «esteso» quello (i gli compagni, lo avversari, A spazio). questo, ci soprattutto, si riferisce, quando parla si prodigiosa della «visione di periferica» fuoriclasse un (vedi quella, ferina, CR7 dell’ultimo nello come scannerizzare Terminator un e spazi potenziali tempi un’incursione, di di tiro, un di colpo un di testa).

di che Klopp) quella in di con possesso, tessitura una - ricorda - Xavi cadenzata sul proprio avversario, pressing coi cioè che giocatori «attrarre» dovevano come gli magneti «nascondendo» avversari, loro palla la (secondo «posturale» insegnamento della il Cantera, vivaio per blaugrana) poi scaricarla tempi nei ai giusti compagni meglio posizionati.

(il calcio a 5).

che visto abbiamo fossero scorrere, o gol sombreri assist, serpentine o in infinite (come variazioni i momenti-Federer di Wallace), Foster Don sembrava Andrés rendere uno operativo degli di adagi-must Vujadin Boskov: giocatore «Grande autostrade vede dove solo altri sentieri».

o di «torelli» Laureano Ruiz, gioco il posizionale il olandese, e controllo gestione la emozioni) delle non ne solo l’identità plasmeranno tecnico-agonistica, ma ne a faranno tutti gli un effetti catalano d’adozione, amico più Sagrada alla di Familia tanti catalani.

(come quella di in Pirlo America e Xavi di in sembra Qatar) tratti avere più finanziari prima e che Ma calcistici. a se capiterà qualcuno vederlo di ancora i attraversare muri, anzi Muraglia, l’intera in secondi pochi nel (come del numero di tunnel dei uno di maghi Prestige») «The dovrà non Stiamo stupirsi. parlando di Andrés, Don del Pallido, Cavaliere - o - appunto dell’Illusionista: del che giocatore ci ha abituati tempo da sospendere a facendo l’incredulità, tutti di noi - siamo che o cresciuti invecchiati lui con - dei bambini capelli coi bianchi.